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regia Carmelo Rifici Orestea
“Orestea“, drammaturgia, adattamento e regia di Carmelo Rifici, rilegge l’unica trilogia della classicità greca giunta a noi integralmente: l’Orestea di Eschilo, composta da Agamennone, Coefore ed Eumenidi. Ciò che tiene insieme le tre parti è la guerra come unico strumento degli esseri umani per gestire società e politica: la democrazia, che vede la luce proprio alla fine della trilogia, sembra nascere non dal desiderio di pace ma dal bisogno di regolare una violenza ineliminabile. In scena si scontrano mondi opposti: la memoria sacrificale arcaica e il logos che tenta di contenere la guerra senza superarla. Le guerre che si combattono nell’Orestea sono tre: quella storica della caduta di Troia, la faida familiare nella reggia degli Atridi, e quella filosofica del primo tribunale della storia, ad Atene, tra la dea della città e le Erinni. Il processo a Oreste rivela l’uomo moderno come fragile compromesso, sempre minacciato dal ritorno del conflitto, e pone una domanda che attraversa tutto lo spettacolo: possiamo ancora oggi pensare a un teatro salvifico?
Parte 1 / Mithos
Si apre con l’Agamennone e si chiude con la prima lamentazione del coro delle Coefore. Si tratta di decifrare, nella storia dell’uccisione di Agamennone e Cassandra da parte di Clitemnestra ed Egisto, e nel riconoscimento di Elettra del fratello Oreste come unico vendicatore, portatore di giustizia, un trauma fondativo della civiltà occidentale. In questo mondo, fatto soprattutto di dèi del sottosuolo, i morti non muoiono se non vendicati. Qui la violenza è regolata dalla giustizia della vendetta. Su questa certezza si costruisce il primo pilastro della società occidentale e su questa evidenza si chiude la prima parte della tragedia.
Parte 2 / Logos
Inizia con Oreste e Pilade e il loro destino di uccisori di Clitemnestra; si apre con il matricidio e si chiude con il tribunale di Atene, dove il processo ai danni di Oreste termina con la sua assoluzione, grazie all’intercessione di Apollo, ma soprattutto alla strategia di Atena. Si abbandona la riva del mito per entrare nel territorio della storia dell’uomo; l’assoluzione di Oreste sancisce la nascita della democrazia occidentale, che poggia il suo primo pilastro sull’assassinio di una Grande Madre. La democrazia non nasce dalla pace ma da una violenza regolata: la polis non elimina la barbarie, la trasforma. Il logos non risolve ma è contenimento della forza arcaica.
Crediti
traduzione: Riccardo Favaro
con: Fausto Cabra, Alfonso De Vreese, Igor Horvat, Stefano Iagulli, Giusi Merli, Valeria Milillo, Francesca Osso, Valentina Picello, Monica Piseddu, Roberta Ricciardi, Anahì Traversi
scene: Daniele Spanò
costumi: Margherita Baldoni
disegno luci: Marzio Picchetti
musiche: Federica Furlani, Zeno Gabaglio
sound design: Andrea Gianessi
cura del movimento: Bianca Berger
regista assistente: Ugo Fiore
in coproduzione con
TPE – Teatro Piemonte Europa, La Fabbrica dell’attore – Teatro Vascello, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro Nazionale di Fiume – HNK Ivana pl. Zajca u Rijeci
partner di produzione: Gruppo Ospedaliero Moncucco
Durata: 90 minuti – 1 atto
Genere: Prosa
Anno di produzione: 2027
Teatro: TPE Teatro Astra
Indirizzo: Via Rosolino Pilo, 6, 10121 Torino (TO), Italy
Telefono: 011 5634352
Detaljer
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